La filatura
Francesco X.
è nato a P. nel 1964. Si è laureato in Storia economica
dell’età moderna presso l’Università di X., ed ha
conseguito il Dottorato di ricerca presso l’Istituto Universitario Navale
di Napoli. Autore di diversi articoli sull’industria della seta in
Italia, insegna Storia e Filosofia al Liceo Scientifico “Leonardo da
Vinci” di Y.
Elaborazione
testi e impaginazione eseguiti presso il Gruppo Tessile Arnaldo Caprai.
Foto: Archivio
fotografico Caprai
Stampa: I.G.I.
- Città di Castello (PG)
Editore: ARNALDO
CAPRAI Gruppo Tessile SpA
Sommario
Parte I - Alla
vigilia della Rivoluzione Industriale
1 - La
produzione delle fibre
La lana - Il
cotone - La seta - Il lino - La canapa - Conclusioni
2 - La filatura
L’organizzazione
della produzione - Le operazioni preliminari - La filatura delle fibre corte -
La torcitura della seta
Parte II -
Dall’industrializzazione ad oggi
3 - La
Rivoluzione industriale e la filatura
La Rivoluzione
industriale - Le prime innovazioni tecniche - L’evoluzione della filatura
nella prima metà dell’800 - La filatura del cotone - La filatura
della lana - La filatura del lino - La filatura della seta - La produzione
delle fibre
4 - La filatura
nell’epoca della grande industria
Un periodo di
forte sviluppo economico - L’evoluzione della filatura nella seconda
metà dell’800 - I cambiamenti tecnologici nel XX secolo - Le
operazioni preliminari alla filatura - La produzione dei filati - I sistemi non
convenzionali di filatura - La produzione delle fibre nel XX secolo - Le fibre
artificiali e sintetiche
Note
Bibliografia
Sono
particolarmente lieto di presentare il volume La filatura di Francesco Battistini, non solo come Ministro
della Pubblica Istruzione, ma anche imprenditore tessile. Questo volume, che
auspico possa essere utilizzato come sussidio didattico, descrive i cambiamenti
tecnologici avvenuti nella produzione dei filati e delle fibre tessili, dal
Medioevo ai giorni nostri.
Il linguaggio
adottato è straordinariamente semplice e mette in condizione chiunque di
comprendere un mondo, quello della produzione e della trasformazione di fibre
tessili che, da un lato, sta a fondamento della stessa rivoluzione industriale,
dall’altro, costituisce uno dei settori più tipici
dell’economia del nostro Paese.
Quest’opera
è inoltre frutto della sensibilità che il Gruppo Tessile Arnaldo
Caprai ha sempre dimostrato nei confronti della scuola, con mostre e iniziative
culturali che hanno favorito quel legame tra mondo del lavoro e istituzioni
educative che sta a fondamento del successo dei più avanzati sistemi
formativi europei.
GIANCARLO
LOMBARDI
Ministro della
Pubblica Istruzione
Parte I - Alla
vigilia della Rivoluzione Industriale
1 - La
produzione delle fibre
La lana
Intorno alla
metà del XVIII secolo, le principali aree di produzione della lana
grezza erano, in Europa, le isole britanniche e la Spagna. In ambedue queste
zone esistevano vaste superfici adatte per il pascolo degli ovini, superfici
che nel corso dell’età moderna furono in grado di soddisfare la
domanda crescente dei diversi centri tessili europei.
Nel corso
dell’età moderna erano state selezionate in Europa nuove razze di
ovini, dotate di velli di qualità più elevata e più ricchi
di fibre rispetto a quelle tradizionali.2
Pressoché dovunque, poi, (soprattutto nelle
zone collinari e montane) esistevano terreni adatti al pascolo delle pecore.
L’allevamento vi veniva condotto, in genere, su piccola scala, e forniva
delle varietà di lana di qualità non elevata, destinate ai
mercati locali.
Se si eccettua
la selezione di razze più produttive, ricordata in precedenza, si
può affermare che l’allevamento degli ovini non conobbe una
sostanziale evoluzione dall’antichità in avanti. Dal momento che
le pecore, per motivi fisiologici, non possono essere allevate in stalle,
è necessario provvedere alla transumanza, ossia allo spostamento dei
greggi sui pascoli utilizzabili nei vari periodi dell’anno. Nei mesi
caldi i greggi venivano dunque trasferiti sui pascoli di collina e montagna,
dove, a causa della maggiore piovosità l’erba era ancora
abbondante, mentre in inverno l’allevamento si spostava in pianura.
Anche la
tosatura avveniva, a metà Settecento, con metodi sostanzialmente uguali
a quelli del Medioevo, vale a dire con l’aiuto di rudimentali cesoie. Il
vello era rimosso in un unico pezzo, e suddiviso poi per qualità. Le
lane a fibra lunga erano considerate, generalmente, più pregiate di
quelle a fibra corta, per la maggior facilità che si aveva nel filarle.
In Spagna si era soliti eliminare la parte del vello corrispondente ai lombi,
al ventre e alle zampe della pecora. Il resto veniva suddiviso in tre
qualità di pregio decrescente, conosciute come prima, seconda e terza.
Le quantità di ciascun tipo erano nel rapporto di 12:2:1. Anche in
Inghilterra il vello veniva diviso in tre qualità: la lana più
bella si ricavava dal dorso e dal collo, seguiva poi quella della coda e delle
zampe, e infine quella del petto e del ventre.3
I terreni
più indicati per il pascolo degli ovini sono quelli non eccessivamente
umidi e provvisti di un manto erboso non troppo fitto, in modo da evitare la
presenza di parassiti dannosi. Le possibilità di effettuare
l’allevamento dipendevano anche dalle coltivazioni che venivano praticate
nelle diverse zone. Le pecore non potevano essere condotte, infatti, nelle aree
con colture pregiate, che sarebbero state danneggiate dalla presenza degli
animali. Le aree in cui i greggi erano soliti svernare erano, dunque, quelle in
cui si coltivavano cereali. Fin dal Medioevo, i proprietari dei greggi pagavano
una quota ai proprietari dei pascoli, per avere il permesso di trascorrervi il
tempo necessario. Queste
terre venivano poi recintate dai nuovi proprietari, e destinate esclusivamente
al pascolo ovino.
Il cotone
Nel corso
dell’età moderna la produzione di cotone grezzo non era molto
progredita in Europa. Benché la coltivazione del Gossypium, pianta già nota agli Egizi e agli Aztechi,
fosse stata introdotta dagli Arabi in Spagna nell’VIII secolo, le sue
particolari caratteristiche ne impedirono la diffusione al di fuori di
ristrette aree dell’Europa meridionale, vale a dire la Puglia, la
Sicilia, la Romania, la Spagna e l’isola di Malta. La pianta del cotone
non può attecchire, infatti, in zone in cui la temperatura scende a
lungo al di sotto dei cinque gradi.
La seta
è una fibra tessile prodotta dal baco, un insetto dell’ordine dei
Lepidotteri chiamato scientificamente Bombyx Mori. Nel corso del suo ciclo vitale la larva del baco si trasforma in
farfalla dentro un bozzolo formato intrecciando un filo prodotto da
un’apposita ghiandola del baco stesso. Il filo di seta, lungo diverse
centinaia di metri, è di natura proteica, e risulta dall’insieme
di due sottilissimi filamenti di fibroina avvolti da uno strato di sericina.
Il baco da seta
esiste ormai soltanto in cattività. Il suo ciclo vitale è
annuale, con l’eccezione di alcune razze che riescono a riprodursi anche
due o tre volte in un anno. La schiusa delle uova avviene intorno alla fine di
aprile. La larva, che rimane in questo stato per circa un mese, inizia subito a
nutrirsi in modo esclusivo di foglie di gelso (Morus), che devono essergli fornite in quantità
crescenti dagli allevatori. La larva adulta inizia poi a formare il bozzolo,
dentro il quale, in alcuni giorni, si trasforma in insetto perfetto. La
fuoriuscita della farfalla danneggia irrimediabilmente l’unico filo che
costituisce il bozzolo, che risulta così pressoché inutilizzabile
per le fasi successive. Prima che ciò avvenga, è quindi
necessario uccidere le crisalidi esponendo i bozzoli ad una temperatura
elevata. Le farfalle che escono dai bozzoli tenuti da parte per la riproduzione
si accoppiano e depongono alcune centinaia di uova, dopodiché muoiono.
Regno
di Francia “ 602.000
Principato
del Piemonte “.......... 481.600
Palatinato,
Sassonia, Prussia..... “ 18.060
Ungheria
e Ucraina “ .. 30.100
Regno
di Sicilia “ 120.400
Stato
papale “ .. 90.300
Ducato
di Toscana “ 150.500
Ducato
di Modena “ .. 30.100
Territorio
lucchese “ .. 15.050
Territorio
di Genova “ .. 21.070
Ducati
di Milano e di Mantova.... “ 421.400
Rovereto,
Trento, Lugano “.......... 90.300
Friuli
e Dalmazia austriaca...... “ 21.070
Stato
veneto “ 752.500
Peso
totale della seta 6 “.......... 3.326.050